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MotoGP | GP Portogallo 2022: analisi gara

Quartararo vince in solitaria con un passo gara ineguagliabile. A podio Zarco e Aleix Espargaro. Rins rimonta da 23° a 4°. Bastianini, Miller e Mir out. Bagnaia 8°

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ANALISI PASSO GARA: QUARTARARO IMPRENDIBILE

Quartararo ha colto la vittoria di tappa grazie a una gara magistrale a cominciare dalla partenza. Scattato dalla quinta posizione in griglia di partenza, il campione del mondo in carica è stato autore di un avvio sprint che lo ha portato a issarsi in seconda posizione alle spalle del leader Joan Mir. Il transalpino, però, ha un ritmo migliore del rivale iberico e lo sopravanza al quarto giro alla frenata della prima curva prendendosi la leadership della corsa.

Il francese della Yamaha impone il proprio ritmo alla corsa e comincia ad ampliare il delta cronometrico tra se e gli inseguitori. Di tornata in tornata il divario aumenta complice un passo gara da parte di Quartararo semplicemente irraggiungibile per il resto della concorrenza. Per tutta la distanza del gran premio, il francese ottiene riscontri cronometrici mediamente sull’1:39.5/1:39.6 arrivando a firmare il giro più veloce della gara in 1:39.457.

Un progressione cronometrica che lo ha portato ad allungare costantemente sui diretti rivali a ogni passaggio, con un delta cronometrico sul giro non indifferente. Per l’iridato in carica si è trattato di una corsa fondamentalmente in solitaria, che gli è valsa la prima affermazione nell’arco della stagione in corso. Per giunta, il fine settimana portoghese era iniziato decisamente male date le problematiche riscontrare sul bagnato nella giornata di vedere con una moto dalla difficile interpretazione in condizioni climatiche avverse.

Sull’asciutto, invece, si è denotato come la Yamaha YZR-M1 con in sella il transalpino avesse un ritmo superiore. Per la prima volta nell’arco dell’annata in corso la moto nipponica non ha dovuto affrontare problematiche relative alla carenza di grip meccanico al posteriore, la criticità di punta della Casa di Iwata in questi avvio di stagione. La YZR-M1 fatica a trovare aderenza col pneumatico posteriore, soprattutto nelle curve ad angolo a 45 gradi. Un lavoro accurato su ciclistica, elettronica e comportamento degli pneumatici Michelin potrebbero far esprimere il massimo potenziale alla moto giapponese. Il vero limite è rappresentato dal potenza del motore, le cui velocità di punta sono tra le più basse. In questo senso il delta velocistico con la Ducati sfiora i 15 km/h.

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